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Wednesday 03 January 2007
All'interno di Storia dell'Arte sono presenti Sintesi dal 1600.
Il periodo storico che viene trattato va dal 1848 (XVIII secolo) al 1926 (XX secolo)
Altre Sintesi di Storia dell'Arte
Il realismo Il 1848 è l'anno delle rivoluzioni europee. L'Ottocento è in generale il secolo della rivoluzione industriale, il secolo in cui il proletariato acquista coscienza della propria importanza:
nel 1848 Marx pubblica il Manifesto del Partito Comunista. In Italia, dove non esiste uno stato unitario e dove i progressi industriali sono arretrati rispetto al resto dell'Europa,
l'insurrezione del 1848 rappresenta l'inizio del movimento di indipendenza. Per capire maggiormente le nuove modalità artistiche riveste una notevole importanza
lo sviluppo scientifico e la dottrina positivista. A partire dall'Illuminismo nasce una sorta di culto della scienza come frutto della ragione e nel secolo successivo,
di fronte ai miracoli delle scienze, il rapporto vita - scienza inverte i due termini e all'indagine della realtà svolta attraverso il sentimento si contrappone l'indagine scientifica.
Anche per quanto riguarda le arti figurative diventa più appropriata per riprodurre la realtà la macchina fotografica e decenni dopo il cinematografo aggiungerà il movimento alla fedeltà delle immagini.
In questi anni all'artista si pongono due diverse vie da intraprendere: aderire al metodo scientifico e indagare la realtà o rivendicare l'Io degli individui e rifugiarsi nel sogno;
la prima strada porta al Realismo, al Naturalismo e al Verismo, la seconda al Simbolismo visionario. La parola realismo rappresenta la descrizione della realtà così come ci appare e
l'omonimo movimento è il fondamento dell'arte figurativa, considerata imitatrice della realtà. Generalmente alla riproduzione della realtà è legato un secondo fine che manca nel Realismo,
dove il pittore non aggiunge interpretazioni alle proprie opere.
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Courbet, Millet, Daumier Il realismo di Courbet si pone in polemica con il Romanticismo, con la borghesia e con l'Accademia delle Belle Arti: nel 1855 espone le sue opere in un baraccone
accanto alla mostra ufficiale di pittura, che risulta in evidente contrapposizione. Le sue opere provocarono un grande scandalo: il quadro Le bagnanti esposto nel 1853
venne preso a frustate da Napoleone terzo per l'eccessivo realismo; la stessa reazione provocò l'opera Le signorine sulla riva della Senna raffigurante due giovani in
atteggiamento scomposto dopo una passeggiata, in abiti moderni e non come ninfee o dee e pertanto dissacrante la figura della donna borghese. Millet, nato in un villaggio
contadino normanno, rappresenta la realtà della vita dei campi, mostrando nei suoi quadri la dura fatica del contadino, quasi come critica contro la borghesia, ma senza una vera polemica.
I suoi quadri sono pervasi da una dolce e rassegnata tristezza: uomini e natura sono accomunati dall'eterno e continuo rinnovarsi di tutto ciò che vive. Una delle sue opere principali è L'angelus,
particolarmente significativo della religiosa dedizione della vita dei campi. Al contrario Daumier ha utilizzato l'arte per tutta la vita come strumento di lotta politica.
La sua attività principale è quella di caricaturista sui giornali: le sue vignette sono attacchi violenti al potere sostenuto dal capitalismo borghese che dopo ogni rivoluzione è tornato
a dominare soffocando gli umili, le eterne vittime. Daumier studiando gli aspetti della vita ha costruito una galleria di personaggi, una vera commedia umana.
In A Napoli il soggetto si riferisce alle repressioni fatte da Ferdinando secondo: il re affacciato dal suo balcone talmente grasso da dover appoggiare la pancia al parapetto,
osserva gaudioso la scena dell'omicidio di una donna, due impiccati che pendono dalle forche e altri morti abbandonati, il tutto per evidenziare l'ordine sociale voluto dalla borghesia.
In Scompartimento di terza classe è evidente la cura del pittore per il ceto povero: gli uomini affollati in uno spazio buio e ristretto in una vettura traballante assomigliano a delle bestie.
In primo piano una donna invecchiata precocemente per la durezza del lavoro nei campi affianca una ragazza accomunata all'anziana dallo stesso misero destino.
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L'Impressionismo Il 15 aprile 1874 è inaugurata a Parigi una mostra organizzata da giovani pittori in opposizione al Salon, l'esposizione ufficiale dove erano ammesse solo opere consone alla tradizione
e agli insegnamenti accademici. I nuovi artisti, sotto il nome di gruppo di Batignolles, raggruppati spontaneamente intorno al Caffè Guerbois, dove discutevano le diverse idee e creazioni,
proponevano invece una nuova, totale, libera interpretazione della libertà. La mostra, a cui Manet non prese parte per tentare di essere accettato dalla giuria severa del Salon,
fu un gran fallimento: gli incassi bastarono solamente a coprire le spese. Il nome Impressionisti è stato attribuito a questo gruppo dal critico Leroy che,
sul giornale satirico lo Charivari, scrisse un articolo dissacrante e irrisorio, intitolato Mostra degli Impressionisti, sulle nuove opere , definite superficiali perché prive di meditazione.
Questi giovani autori volevano rendere la realtà nella sua interezza, non in alcune sue parti: anche l'aspetto più banale fa infatti parte della nostra vita se noi ci conviviamo.
È indifferente dunque il soggetto della rappresentazione, poiché esso prende sempre vita attraverso l'artista. La rivoluzione che propongono risulta la più violenta di tutte:
si oppongono decisamente all'accademismo, non si lasciano influenzare dagli attacchi dell'opinione pubblica e della critica, affermando costantemente la loro libertà.
Ciò che li rende moderni è il nuovo tipo di approccio con la realtà: sostengono infatti che non si viene a contatto con essa per frammenti isolati, ma per la sua totalità,
che ci avvolge e vive insieme a noi; anche la vita è vista come un continuo fluire, lo spazio, che non risponde più alle norme della prospettiva esiste ovunque, poiché anche se
non direttamente lo vediamo con la coda dell'occhio oppure lo percepiamo alle nostre spalle. Attraverso la ragione, la mera visione limitativa dell'occhio si trasforma in impressione
che comprende la realtà nella sua sostanza. Essa rappresenta un punto fondamentale dell'arte impressionista: senza luce non è possibile percepire ciò che ci sta di fronte e al tempo stesso non si possono definire i colori;
per questo gli artisti dell'epoca, basandosi sulle nuove scoperte scientifiche, studiano accuratamente luce e colore, i caratteri distintivi della realtà.
Anche le ombre, in quest'ottica di luce, anche se velate, sono formate da colori prevalentemente complementari. La luminosità dei quadri impressionisti è resa proprio dall'accostamento
di colori primari ai rispettivi colori complementari, che non vengono mescolati sulla tavolozza, ma frastagliati in parti diverse sulla tela. Ciò che caratterizza quest'arte è la soggettività
per cui una stessa scena nello stesso preciso momento può essere rappresentata in svariati modi dai diversi artisti a seconda di come la loro anima interpreta le impressioni
che lo scenario propone loro; inoltre uno stesso artista è soggetto ad una continua mutazione interiore che genera a sua volta visioni diverse dello stesso soggetto.
Altre importante peculiarità dell'impressionismo è la resa del movimento, tanto ricercato nella riproduzione del vero, che si caratterizza come movimento
dell'impressione ricevuta dalla percezione del mondo esterno. Nonostante questi elementi comuni esistono numerosi argomenti aspramente dibattuti, come ad esempio quello dell'aria aperta:
secondo la maggior parte degli artisti era necessario, per rappresentare la realtà, dipingere in spazi aperti affinché le impressioni fossero ricevute direttamente.
Altri come Degas preferivano dipingere in studio perché pensavano che attraverso il ricordo la realtà si autenticizzava. Inoltre se inizialmente il movimento
sembra trovare fulcro a Parigi a un certo momento si assiste ad una diaspora verso luoghi tranquilli, dove coltivare in solitudine le proprie esperienze artistiche. Di fatto il movimento termina
nel 1886 con l'ultima mostra, inseguito alla quale inizieranno gli apprezzamenti e i riconoscimenti.
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Manet Sin da piccolo ambiva a percorrere la normale carriera di pittore tradizionale all'interno del Salon; studia nei più importanti musei d'Europa quali il Louvre, il Prado,
gli Uffizi ed è accusato inizialmente di scarsa fantasia, poiché pare imitare le opere dei grandi maestri classici. Tuttavia un'analisi attenta permette di percepire come non fosse
il soggetto in se la parte principale dell'opera, ma la sua interpretazione artistica. Uno dei quadri che suscitò maggior scandalo fu Dejeuner sur l'herbe, definito indecente:
esso riprendeva il tema di Giorgione o Tiziano di una conversazione all'aria aperta tra una donna nuda seduta e due giovani vestiti e la composizione da una stampa di Raffaello
in una chiave a lui contemporanea; è proprio questa trasposizione del tema in opera moderna che suscita lo scandalo per l'immagine che propone una giovane parigina nuda lungo la Senna
che tranquillamente conversa con due giovani borghesi accuratamente vestiti, mentre una seconda ragazza in camicia si china sul fiume per sciacquarsi.
Lo scandalo era provocato dalle novità pittoriche incoerenti con la tradizione: si nota infatti un'evidenza luminosa del nudo in opposizione ai colori scuri degli abiti maschili,
la resa realistica degli oggetti posati in terra, uno sfondo abbozzato impressionisticamente. Due anni dopo suscitò uno scandalo ancor più clamoroso con la presentazione di Olympia,
che segue sempre l'iconografia tradizionale dalla Venere di Tiziano alla Maya desnuda di Goya, ma che tuttavia rompe con la tradizione accademica per la modellazione coloristica:
ogni particolare si colloca nell'insieme con un preciso valore cromatico; i colori distesi in superficie senza passaggi chiaroscurali sono messi in evidenza dal fondo scuro
diviso in due diverse tonalità a cui corrispondono il lembo della tenda aperta a sinistra e la testa con la mano della nera a destra. I due quadri suddetti sono stati dipinti in studio,
poiché solo più tardi Manet si lascerà convincere dai compagni all'esperienza dell'aria aperta, ottenendo maggior luminosità nei suoi quadri come ad esempio nell'opera Monet
che dipinge sulla sua barca. Tuttavia egli preferisce lavorare in ambienti chiusi, dove nascono la maggior parte dei suoi capolavori quali Il bar alle Folies-Bergère.
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Pissarro La pittura di Pissarro è impressionista nel senso che riesce a cogliere la mobilità della luce e i suoi effetti cromatici, ma si presenta rispetto alle opere di altri autori più costruttiva;
disegna all'aria aperta, ma predilige una lunga meditazione piuttosto che la gettata diretta, per rendersi più famigliare la realtà che lo circonda. Una delle sue più famose opere
è Entrata al villaggio, nella quale, oltre alle abili capacità costruttive, è riscontrabile un amore per la vita e per il lavoro umile degli uomini all'interno della natura. Rappresenta uno dei punti
di riferimento principali dell'opera di Cezanne.
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Renoir La pittura di Renoir esprime la gioia di vivere e di partecipare alla vita di ciò che ci circonda. Ne deriva un forte apprezzamento della bellezza, tanto da doverne assolutamente
fissare il ricordo sulla tela; egli sostiene che tutto ciò che esiste vive, che tutto ciò che vive è bello e che quindi merita di essere dipinto.
Renoir sente la pittura come un momento di espressione personale, come un momento di gioia. Segue la corrente dell'impressionismo, opponendosi all'accademismo
e ricomponendo la natura in un'unica unità. Una delle sue opere principali è Bal au Moulin de la Galette in cui lo studio della luce è arricchito dal filtro delle foglie e del vento.
Il soggetto dell'opera è un ballo all'aperto vicino a Monmartre, dove appaiono giovani nel loro quotidiano abbigliamento. La luce non appare omogenea,
ma frastagliata sui volti dei vari personaggi, sui loro abiti e sugli oggetti esaltando lo slancio vitale. Il movimento è transitorio, si susseguono rapidamente diverse impressioni fugaci
che sottolineano come l'impressionismo colga la sintesi dei molteplici momenti della vita, eludendola mera rappresentazione della realtà.
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Monet Rappresenta l'anima dell'intero movimento poiché in lui, attraverso diverse fasi progressive, è possibile riscontrare tutti i caratteri generali dell'impressionismo anche quando dopo
l'ultima mostra del 1886 esso sembra superato. Uno dei suoi primi quadri impressionisti è La Grenouillere: in esso non viene espresso il sentimento romantico della natura,
ne soltanto quello dell'aria aperta; la natura vive in tutta la sua mobilità e l'uomo vive in mezzo ad essa. L'acqua è il protagonista del quadro, dominando buona parte della superficie.
Le sue due caratteristiche principali sono la mobilità e la riflettenza: in fatti tutto ciò che la circonda vi si riflette dentro con i suoi colori che vanno poi ad influenzare
a loro volta i soggetti riflessi. Inoltre l'acqua pur apparendo sempre uguale non è mai la stessa; esprime il senso di relatività di tutti i nostri rapporti con ciò che ci circonda.
Tecnicamente parlando la sua mobilità è resa dalla distribuzione a macchie sotto forma di piccole strisce orizzontali. Monet ama molto viaggiare e rifugiarsi in paesi isolati
fra i quali ad esempio Argenteuil: una delle sue più famose opere è stata appunto dipinta con il titolo di Regata ad Argenteuil. In questo quadro l'acqua del fiume riflette l'azzurro del cielo,
il bianco delle vele, il verde degli alberi e della riva e il rosso delle case. Tutto è luce e colore grazie all'accostamento dei colori con i loro rispettivi complementari.
Il senso di scomposizione della luce può essere reso oltre che dall'effetto riflettente dell'acqua, anche dall'opacità della nebbia come si può notare nelle opere Impressione.
Il tramonto del sole o Impressione. Il levar del sole: entrambe i quadri non presentano una determinazione spaziale definita poiché non vogliono limitarsi a rappresentare un luogo,
bensì esprimere il mondo interiore dell'artista e la sua reazione emotiva di fronte a tale realtà. A partire dal 1881 Monet si reca ogni anno sulla costa settentrionale della Francia
per dipingere gli stessi soggetti ad ore, secondo condizioni climatiche o stati d'animo dell'autore diversi.
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Degas Nella sua formazione fu indirizzato dal padre verso i classici e giuridici per dedicarsi al disegno, come mezzo per fermare le idee sulla carta; si dedica dunque ad un'attenta analisi
dei maestri rinascimentali italiani, ma viene contemporaneamente introdotto da Manet al gruppo dei Batignolles con il quale si trova spesso in contrasto. Le principali differenze
di Degas rispetto ai compagni impressionisti sono l'utilizzo di una linea che contorna gli oggetti, la predilezione per la vita cittadina piuttosto che per quella di campagna, la scelta di dipingere in studio,
piuttosto che all'aria aperta. Tuttavia può essere definito un impressionista poiché rende la realtà a lui circostante nella sua globalità, mettendone in evidenza la transitorietà
e la continuità, anche se con il disegno, interpretato non come forma, ma come modo di vedere la forma, permettendo dunque all'artista di dare una personale interpretazione. Il suo soggetto principale è la vita,
oggetto costante della sua osservazione quotidiana. Preferisce dipingere nello studio perché sostiene che attraverso il ricordo riesce a rendere la realtà in sintesi, eliminando il superfluo
e ponendo in evidenza ciò che lo ha colpito, riportando cioè l'impressione autentica. Degas fa parte della buona società e per questo i soggetti dei suoi quadri sono proprio uomini
e donne appartenenti alla ricca borghesia come notiamo in Fantini davanti alle tribune, con tema di fondo le corse dei cavalli, spettacolo che affascina particolarmente l'autore
ed utilizzato più volte per la necessità di esprimere il movimento dell'animale, fissando in un unico momento le quattro fasi dell'articolazione delle zampe.
Altro tema fondamentale è quello del balletto, lontano da quello pubblico e popolare di Renoir, ma incentrato sulla danza classica, curandosi particolarmente del senso del moto e della resa spaziale.
L'esempio più eclatante si trova nell'opera La prova, in cui luci e colori si mescolano per rendere al meglio il movimento che tende verso la parte destra del quadro.
L'opera più famosa è comunque L'assenzio che rappresenta l'angolo di un locale dove sono seduti una donna e un uomo abbruttiti dall'alcool. Non si tratta di una denuncia sociale,
ma di una rappresentazione del dramma dell'emarginazione dei protagonisti.
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Cezanne I punti che accomunano l'opera di Cezanne all'impressionismo sono il contatto diretto con la natura e il superamento di una mera rappresentazione statica di essa da un lato,
il tentativo di riproduzione della sostanza della natura e non della sua apparenza dall'altro. A differenza degli impressionisti sostiene però che la sintesi sia riscontrabile
solo nella forma geometrica, non perché essa è perfetta ma perché vuole superare la superficialità dell'occhiata gettata a caso sulla natura e sostituirla con un arte in grado
di comunicare il brivido della sua durata. Uno dei suoi principali quadri impressionisti è La casa dell'impiccato, dipinto con pennellate rapide e che ha per soggetto
un gruppo di case in campagna. L'ultimo periodo di produzione è definito sintetico e una delle opere principali è I giocatori di carte. I due personaggi sono tra loro coordinati,
costruiti con solidità mediante ampie zone di colore.
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