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Oggi è - Ultima modifica: Tuesday 02 January 2007

All'interno di Filosofia sono presenti Sintesi dal 1785.

Il periodo storico che viene trattato va dal 1805 (XIX secolo) al 1830 (XIX secolo)

Altre Sintesi di Filosofia

Fichte
Fonda la sua filosofia partendo da una critica della Cosa In Se Kantiana per muoversi verso l'idealismo.
Fichte mette in rilievo la difficoltà di sostenere una visione dualistica data una contraddizione
intrinseca nella cosa in sé: da un lato se ne ammette l'esistenza, ma dall'altro si è incapaci di descriverla.
La prospettiva che secondo Fichte bisogna porre è quella di riconoscimento dell'unicità della realtà
che coincide con il soggetto. Fichte nega infatti l'esistenza di una realtà altra rispetto a quella del soggetto.
La realtà è unica, infinita, spirituale e produce ciò che a noi appare come oggetto,
il quale a sua volta, essendo prodotto dal soggetto stesso stringe con esso un rapporto di dipendenza.
L'idealismo considera dunque una realtà unica, ideale e non ne riconosce una naturale, materiale,
indipendente dallo spirito. Fonda la sua filosofia sull'assolutezza dell'Io, inteso come
realtà prima ed equivalente all'infinito per i romantici. Il problema che Ficthe si pone è quello di spiegare
come da quella realtà infinita possa nascerne una finita, molteplice, varia, materiale.
Secondo Kant la natura era preesistente, veniva prima dell'uomo, il quale doveva solo entrare in relazione con essa.
Secondo Fichte, invece, "l'Io pone se stesso", principio su cui il filosofo fonda il suo idealismo.
L'Io è il fondamento del principio logico di identità (A=A); la filosofia fichtiana si presenta pertanto
molto rivoluzionaria poiché non parte dal principio di identità per dimostrare l'esistenza di un'altra realtà,
ma parte dalla certezza di una realtà grazie alla quale conferma il principio di identità.
Non è più la logica a fondare il pensiero, ma il pensiero stesso a fondare la logica,
poiché l'Io si identifica con se stesso. L'Io ha come caratteristica fondamentale la dinamicità:
il dinamismo si presenta come il superamento di un limite posto dall'Io stesso;
l'Io Puro, dopo aver posto se stesso, pone una realtà prodotta, il Non Io. "l'Io pone nell'Io il Non Io".
Per gli idealisti questo Non Io si identifica con la natura e presenta caratteristiche opposte all'Io Puro:
è infatti molteplice, finito, relativo, caratterizzato da un divenire.
Ficthe si chiede inoltre da dove provengano le varie singole coscienze definite come l'Io indivisibile.
Una volta posto il Non Io, l'Io Puro non può entrare in contatto con la natura mantenendo
il suo carattere assoluto ed infinito; esse sono infatti due forme in eterno contrasto, incommensurabili.
Per questo l'Io Puro produce degli Io finiti, le singole coscienze degli individui.
"L'Io oppone nell'Io al Non Io un Io Divisibile".
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Critica al Dogmatismo
Kant nella sua filosofia considera in primis la modificazione che l'uomo compie sulla natura,
l'atteggiamento sintetizzatore necessario per unire la molteplicità di dati che la natura stessa fornisce.
Si instaura perciò un rapporto soggetto - oggetto indivisibile. Secondo Fichte esiste invece solo il soggetto,
lo spirito: la stessa molteplicità è prodotta dal soggetto; è il soggetto che si divide e si moltiplica.
Fichte considera l'idealismo superiore al dogmatismo Kantiano per due motivi:
Motivo Teoretico: mentre per il soggetto è sempre possibile arrivare a porre l'oggetto,
non è sempre possibile per l'oggetto essere ricondotto al soggetto. La priorità è sempre del soggetto:
esso è infatti in grado di generare l'oggetto attraverso l'oggettivazione, l'autocoscienza di se stesso.
Se si suppone che la sostanza assoluta sia l'oggetto non è possibile ricavarne il soggetto.
L'Assolutezza è propria solo del Soggetto.
Motivo Pratico: secondo Kant davanti all'oggetto si pone un limite:
il filosofo dogmatico è rassegnato a subire un condizionamento di fronte alla realtà.
Il filosofo idealista è invece totalmente libero poiché è egli stesso a creare la realtà.
L'Idealismo si presenta dunque come la filosofia della libertà, poiché il soggetto può dominare la realtà.
Risvolti Etici: l'etica di Fichte è un'etica che si inquadra all'interno della cultura romantica;
è un'etica del tendere: Treben. Come singolo soggetto l'uomo si compone di una parte corporea (Non Io)
e di una parte spirituale (l'Io). La morale, secondo Fichte, consiste in uno sforzo compiuto dall'Io divisibile
per elevarsi al di sopra del mondo sensibile, del non io, per ritornare alla dimensione assoluta dell'Io Puro.
Si assiste dunque alla ricerca dell'affermazione della componente spirituale, ideale su quella sensibile, corporea.
Nella filosofia Fichtiana lo sforzo non sta nel contrasto con la natura, come in Kant,
ma nella tensione verso una realtà infinita.
Politica: "I discorsi alla Nazione Tedesca" (1807), scritti in seguito all'occupazione napoleonica della Prussia.
Fichte sostiene che di fronte all'occupazione francese ciò che rimane libero è lo spirito tedesco:
gli eserciti possono occupare ciò che appartiene al Non Io, ma non ciò che appartiene all'Io;
per questo motivo incentiva la necessità di salvaguardare la superiorità spirituale del popolo tedesco;
la Germania è una nazione unita nella forza di un'identità culturale, di una matrice artistica e filosofica.
Si oppongono pertanto il concetto di Nazione - Patria (Io) che fa riferimento ad una comunità spirituale,
ad un'unica matrice e il concetto di Stato relativo alla parte fisica rappresentata dai confini territoriali:
la Germania è Una in quanto Nazione, molteplice in quanto Stato. A un certo momento lo stesso Fichte
rinuncia a risolvere il dissidio fra finito ed infinito in termini filosofici e lo trasferisce in termini di religione,
facendo appello alla mera fede: essa è l'unica che permette di accettare la distanza tra finito ed infinito.
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Shelling - Filosofia della Natura
Muove la sua filosofia da una critica all'idealista Fichte, il quale non è riuscito a cogliere
i rapporti tra finito ed infinito, dando alla natura un valore positivo. Secondo Schelling la natura di Fichte
è ridotta ad una non realtà, tutta l'impostazione idealista fichtiana ha un grosso difetto;
bisogna infatti, secondo il filosofo in questione, fare una nuda considerazione del finito e dell'infinito,
nei quali la natura appare come una realtà dignitosa. Per dare una nuova visione, sempre rientrante
nei canoni idealistici, Schelling considera come l'Assoluto sia identità di spirito e natura;
egli considera tutto come spirito, natura compresa. Ciò che differenzia però la natura dallo spirito umano
è il fatto che nella natura lo spirito è inconscio, mentre nell'uomo è conscio, si manifesta cioè attraverso la coscienza.
Non è possibile pertanto cogliere l'identità in termini filosofici, ma solo in termini artistici.
Lo studio della natura diventa un momento importante, perde il suo carattere scientifico
e ne acquista uno prettamente speculativo. Proprio per questo gli studi di Schelling vengono catalogati
con il nome di Fisica Speculativa, in netta contrapposizione con la Fisica sperimentale del secolo precedente.
La concezione romantica non desume dall'esperienza la definizione di natura, ma dalla filosofia stessa:
prima Schelling considera l'argomento in generale e di lì ne detrae le definizioni.
La sua è inoltre una fisica Finalistica ed Organicistica. La fisica sperimentale si limita a descrivere
il comportamento dei fenomeni naturali in termini di rapporti meccanici che vengono quantificati.
La fisica speculativa non isola i fenomeni, ma considera come ciascun fenomeno sia spiegabile in relazione
alla totalità e ad un fine ultimo a cui la natura tende, il passaggio cioè da incosciente a cosciente.
Ci sono tuttavia dei fenomeni trattati all'interno dell'ambito scientifico che interessano particolarmente Schelling:
fenomeni magnetici e fenomeni elettrici: il tendere della natura si realizza grazie ad una continua tensione
di tipo polare che riguarda un'energia spirituale.
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Shelling - Problema dell'arte
Schelling divide tre ordini di attività conscia: Conoscenza; Attività pratica; Arte.
In particolare tiene in gran considerazione l'arte, in quanto momento in cui l'uomo può cogliere l'assoluto;
l'artista in quella particolare disposizione opera si come natura, sia come spirito cosciente.
Esistono due principali elementi caratteristici dell'arte: la Tecnica, che, attraverso la coscienza dei vari strumenti,
costituisce la parte conscia e il Genio, espressione naturale, forza inconscia,
disposizione innata che conduce l'uomo a produrre una certa opera.
L'arte rappresenta pertanto l'unità di spirito conscio e inconscio, in cui si ripropone l'Assoluto;
in sintesi l'arte è Organo dell'Assoluto.
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Goethe
La stessa idea di un accordo sostanziale tra la natura e lo spirito, il mondo e Dio,
animò l'attività filosofica di Goethe che, a differenza di Schiller, ne fece il punto di partenza
non di una teoria della poesia ma di ricerche, osservazioni e ipotesi naturaliste.
Non l'arte, ma la natura stessa fu il tema che ispirò la riflessione filosofica di Goethe.
Egli è convinto che la natura e Dio sono strettamente congiunti e formano un tutt'uno.
La natura non è che "l'abito vivente della divinità". Perciò non si può giungere a Dio se non attraverso la natura,
come non si può giungere all'anima se non attraverso il corpo. A questa concezione panteistica
si ispirano le ricerche e le ipotesi naturalistiche di Goethe dirette a rintracciare nella natura
il fenomeno originario (Urphanomenon) nel quale si manifesta e si concretizza, in un determinato tipo o forma,
la forza divina che regge il tutto. Perciò egli non condivide il punto di vista di Kant
secondo il quale la finalità della natura appartiene a una considerazione puramente soggettiva del mondo,
ma non ha valore oggettivo. Arte e natura si distinguono solo per gradi, non per qualità;
il fine, che l'arte persegue, agisce in modo meno consapevole, ma egualmente efficace, nella natura.
La vita morale non è per lui, come per Kant, il predominio della ragione sugli impulsi,
ma l'armonia di tutte le attività umane, il rapporto equilibrato tra le forze contrastanti che costituiscono l'uomo.
Questo periodo è caratterizzato dalla tensione fra cultura e umanità: l'Illuminismo perde la sua rigidità,
il Romanticismo in polemica contro la classicità solo perché è andata perduta, forte senso di nostalgia;
un mondo ingenuo, armonico contro un mondo lacerato. Il concetto di Bilding:
Il termine Bildung teorizzato dal filosofo tedesco Mendelson rappresenta la sintesi
e l'armonizzazione di due aspetti diversi: Aufflerum: Il rischiaramento; Cultur: L'analisi di certe capacità.
In Germania si assiste ad una forte autocritica dell'Illuminismo risolta grazie alla Bildung.
La Tradizione illuministica: Viene fatta una distinzione sui significati del termine umanità:
Senso del collettivo, gruppo di persone con le stesse caratteristiche; Bildung.
Si assiste inoltre ad un atteggiamento rivolto in riferimento agli antichi visti sia come modello,
sia come peso da sorreggere. Il modello dei Greci: Il classicismo pensava che ci fossero dei modelli da imitare,
mentre durante l'età di Goethe l'umanità, che rappresenta l'essenza perfetta, è l'unica realtà da ricercarsi.
La classicità non viene più considerata come un modello da imitare, ma come una fonte storica
che può aiutare l'uomo nella ricostruzione della storia dell'umanità stessa;
i Greci vengono assunti come modello, ma solo dal punto di vista morfologico:
per ragioni storiche questo popolo ha sviluppato potenzialmente tutto ciò che la sua epoca gli permetteva.
Per essere classici, bisogna essere classici della propria epoca, nel senso che ogni civiltà
deve sviluppare la sua forma nel migliore dei modi. Il Romanticismo non è contro il classicismo della sua epoca,
ma si vuole distinguere da quello precedente. La lingua: Per nazione in questa epoca storica
si intende l'unità linguistica che deve essere in quanto tale rispettata.
Schiller dichiara la "Grandezza Tedesca", in quanto nazione culturale.
Mentre le altre nazioni hanno cercato di affermarsi come potenze economiche la Germania ha cercato
di affermarsi come nazione culturale basata sul concetto di Bildung.
Lo Stato veniva sentito come una macchina oppressiva e si sviluppa così una forte polemica
contro la cattolicità che imponeva un'unificazione di tipo politico economico.
La nozione di unità che si promulgò in Germania aveva caratteri del tutto antistatali.
Politica e moralità: Quello che viene rimproverato alla Rivoluzione francese è di aver costituito
uno stato astrattamente, non dall'interno dello stato stesso, ma dall'esterno.
L'unica cosa che conta veramente è la sostanza morale dei politici, rappresentata dalla classe
degli aristodemocratici, persone migliori in senso morale in grado di guidare l'umanità a formarsi
in una vita civile armonica. La Formazione dell'uomo: Istruzione universitaria non specializzata:
lo studente deve formare da se il proprio curriculum, dopo essere stato educato all'umanità, alla Bildung.
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