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Oggi è - Ultima modifica: Tuesday 02 January 2007

All'interno di Letteratura Italiana sono presenti Sintesi dal 1790.

Il periodo storico che viene trattato va dal 1805 (XIX secolo) al 1845 (XIX secolo)

Altre Sintesi di Letteratura Italiana

I maggiori autori del Romanticismo
Stendhal: nasce nel 1783, viaggia al seguito di Napoleone per tutta l'Europa, politicamente è un rivoluzionario,
e gira poi tutta l'Italia. Le opere principali sono Il rosso e il nero del 1830 e La certosa di Parma del 1839,
dove utilizza lo studio sociale per approfondire la dimensione psicologica dei suoi eroi,
mantenendo però uno stile semplice. Romanticista è la sua propensione all'amore e alla gloria
e all'entusiasmo e la fiducia che ha nella storia. Il suo carattere politico è espresso nella certosa di Parma
dove evidenzia i propri dissidi interiori tra i suoi grandi sogni di libertà e la passività dei giovani.
Balzac: nasce nel 1799 ed è considerato il più grande maestro del realismo europeo.
Inizia a scrivere romanzi storici, ma poi, entusiasmato dalle passioni dei suoi eroi e dai grandi colpi di scena,
utilizza lo studio sociale per rappresentare i costumi di ogni classe francese,
con una presentazione organica della società. Questi aspetti sfociano nella Commedia Umana,
unico testo in cui lui avrebbe riunito tutti i suoi romanzi, descrivendo dettagliatamente tutta la società.
La sua originalità sta nell'unire l'analisi scientifica all'esigenza quasi mistica di armonia tra le cose e lo spirito,
definita dai critici realismo visionario. Dedica molti romanzi al tema del denaro e del commercio,
criticandoli a causa della sua reale situazione economica, e ai rapporti familiari,
come ad esempio in Eugenie Grandet del 1833.
Hoffman: nasce nel 1776 in Germania e rappresenta nelle sue opere entità irreali che vivono
in ambienti realistici e sono sue tematiche sia lo sdoppiamento della personalità e l'elemento perturbante
dell'automa che la follia e la telepatia. E' per questo considerato l'inventore della novellistica immaginaria.
Nell'opera L'uomo della sabbia il personaggio fantastico è appunto quest'uomo che viene invocato
dalle mamma per far addormentare i figli e in questo caso, l'incubo ossessivo che questa immagine
crea nella mente di Nathaniel, rimane anche in età adulta, influenzandolo su molte scelte decisive per la sua vita.
In questa novella è presente il tema del doppio perché il mostro notturno è anche interpretato
da un amico del padre, Coppelius, e da Coppola l'inventore italiano del automa Olimpia.
Infine è anche presente il tema della gelosia tra figli maschi e padre nei confronti della madre.
Porta: nasce nel 1775 e aderisce fino al 1816 alle ideologie illuministe e solo in quest'anno,
grazie alle amicizie influenti tra gli scrittori del Conciliatore e all'adesione alle nuove tematiche,
sceglie il Romanticismo. Le sue opere diventano piuttosto novelle che poesie e la lingua usata
è il dialetto milanese, che rappresenta alla perfezione situazioni di vita reale.
Intorno agli anni venti inizia la sua polemica contro i nobili e la chiesa e la sua poetica diventa più rabbiosa.
La mutazione è meglio definita dal cambiamento politico subito al passaggio dalle idee illuministe
a quelle romantiche, dove Porta cambia radicalmente la propria concezione di progresso,
promovendo i poveri. La sua passione per la vita del popolo è ben espressa nella Ninetta di Verzee,
dove questa prostituta, sotto la tirannide di Peppo, ne subisce volontariamente e passivamente di tutti i colori,
tolta qualche lamentela tra se. Il tema che più emerge è quello dell'amore passionale e della potenza
di questa passione che influisce sui comportamenti di questa giovane donna.
Novalis: nasce nel 1772, studia a Jena e lavora dietro l'Atheneum, diventando uno
dei grandi maestri del Romanticismo. Nelle sue opere sono presenti il simbolismo romantico
e l'ideologia religiosa, la tensione mistica che unisce reale e infinito e il visibile e l'invisibile.
Negli Inni alla notte viene identificata l'esperienza della morte con quella della notte,
al contrario il giorno è il regno della vita e del finito. Nell'opera inizialmente esalta il giorno,
ma con la morte di Sophie, riesce a raggiungere l'infinito datogli in dono dalla donna durante la notte
e quando ritorna giorno decide di continuare la sua vita in una dimensione infinita attraverso
altre sostanze che avrebbero trasformato il dì in notte.
Holderlin: nasce nel 1770 e le sue opere si basano principalmente su riferimenti al mondo classico.
Di romantico ha la sua concezione della poesia: la poesia è la voce originale per far comunicare l'uomo
con la natura e le divinità delle sue opere non sono Dei presenti, ma fuggiti dalle modernità del nuovo secolo.
Centro della sua poesia d'amore è Diotima, esempio di donna greca, che con la sua morte
lo fa cadere in preda alla schizofrenia.
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Alessandro Manzoni
La letteratura italiana comincia a rinnovarsi, ad avvicinarsi al Realismo e alla letteratura
europea solamente con Manzoni, che riesce a dettare il suo modello per oltre cinquant'anni
e con I Promessi Sposi fa nascere il romanzo in Italia. La capacità di Manzoni di riportare a livelli europei
la letteratura italiana è dovuta alle diverse culture che confluiscono in lui: l'Illuminismo lombardo di Parini,
il Romanticismo, con il suo patriottismo e la sua fede cristiana, e la cultura francese legata alla società civile.
Queste diverse correnti di pensiero vengono da lui interpretate secondo due punti differenti di vista:
quello ideologico francese, critico e ironico, incline a soluzioni politiche liberali e quello giansenico,
tragico e contrario alla linea cattolica italiana. Secondo Manzoni si deve attuare una riforma
dei canoni di scrittura e di valutazione dell'arte: innanzi tutto non devono più esistere unità di tempo
e di luogo che impediscano uno svolgimento più veritiero dell'opera; inoltre, è inaccettabile
la tesi che un'opera sia o un dramma interessante, ma moralmente dannoso o esteticamente fallito,
ma moralmente utile, deve esistere invece un dramma che sia mediamente interessante
e che abbia uno scopo morale; infine, occorre ripristinare il coro, inteso come rifugio per i commenti
del poeta sulla vicenda rappresentata. Per quanto riguarda l'arte, Manzoni critica i sostenitori dell'estetica
e approva chi pone al primo posto le attività pratiche e tutto ciò che può rendere felice l'uomo.
Afferma inoltre che l'arte non potrà mai essere autonoma, ma che deve essere
sempre comparata con la sua utilità morale e pratica.
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Il Conte di Carmagnola
Tragedia scritta da Manzoni dal 1816 al 1819 che prende spunto da un'opera precedente di Sigmondi:
Francesco Bussone, capitano di ventura del XV secolo, diviene celebre con il nome Conte di Carmagnola.
Dopo aver militato sotto il Duca di Milano a causa di varie peripezie andò sotto il comando di Venezia
e vinse una battaglia contro i Milanesi, lasciando però liberi i prigionieri:
questo fatto lo fece sospettare di complotti con Milano e lo condannarono a morte.
Manzoni inizia la sua opera dal 1426, quando il Conte di Carmagnola andava sotto il comando
della Repubblica di Venezia e la fa durare fino al 1432, anno della sua uccisione.
In quest'opera vi sono due tipologie di personaggi: quelli come il Conte, che sono storici,
mentre altri come il senatore veneziano Marco che sono ideali. Di conseguenza Manzoni mette in risalto
due differenti contrasti interiori che avviliscono i personaggi: per il Conte il dissidio era provocato
dall'operare secondo il codice militare o secondo il codice della ragione di Stato mettendosi quindi
contro la società con il ruolo di uomo giusto e corretto; per Marco le tensioni erano provocate da due sentimenti,
amicizia e dovere per lo stato, tali che lo portano a tradire l'amico per obbedire al Senato.
Un altro aspetto molto importante, oltre i contrasti interiori all'uomo, messo in evidenza da Manzoni con il coro,
è quello del fratricidio: nella battaglia di Maclodio muoio tantissimi italiani procurando solo
dei gran vantaggi agli invasori stranieri. La difficoltà principale dell'autore è quella di non riuscire
a calare l'ideale nel reale, ponendoli su uno steso piano: in tutti i casi, sono sempre la realtà dello stato
e la crudeltà dei potenti che vincono sui sentimenti, sull'amicizia e sulla correttezza delle persone.
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Adelchi
Lo stesso pessimismo di del Conte di Carmagnola traspare anche nell'Adelchi, ma con un'altra causa:
la drammaticità della storia che impedisce all'uomo di avverare i propri sogni di gloria.
L'opera viene scritta tra il 1820 e il 1822, quando Manzoni ritorna dal viaggio in Francia,
dove si è fatto influenzare dagli scritti di Thierry sulla storia della sua nazione:
così vuol fare anche lui e da qui nasce lo spunto per un'opera che tratta della dominazione longobarda sull'Italia.
La critica è mirata all'invasore che opprimeva il popolo latino e la trama narrata è quella della sconfitta
subita dai Longobardi da parte dei Franchi a causa di un'offesa fatta da Carlo Magno a Ermengarda.
Il protagonista è Adelchi, che è figlio di Desiderio, re dei Longobardi,
e fratello di Ermengarda, sposa di Carlo Magno. La vicenda inizia a Pavia, sede della corte del re,
dove arriva la notizia che Carlo ha ripudiato Ermengarda: Desiderio si vuole vendicare
e dichiara guerra ai Franchi, nonostante il parere contrario del figlio. Inizia la guerra
e l'avanzata dei Franchi è contrasta dalle truppe di Adelchi alle Chiuse di Val di Susa,
dove però il diacono Martino inviato dal vescovo di Ravenna, suggerisce una via di scampo ai Franchi,
che così possono liberamente dilagare nella pianura padana. Nel contempo Adelchi confessa ad un amico
la sua delusione per la conclusione di tutti i suoi sogni, ma Manzoni fa si che la sorte di Adelchi
peggiori ulteriormente: i Franchi conquistano Pavia e lo assediano a Verona.
Durante la guerra, Ermengarda si rifugia in un convento, ma saputa la notizia del nuovo matrimonio
di Carlo Magno, cade in preda al delirio e muore. A Pavia viene catturato Desiderio e a Verona,
nonostante tutti i tentativi compiuti da Adelchi, i Franchi vincono uccidendolo.
Il poema si conclude con l'intervento della provvida sventura che giustifica la morte dei due giovani,
perché figli di un oppressore, come il salvataggio del loro popolo. Ermengarda e Adelchi sono due protagonisti
che devono combattere la sorte, divisi tra sentimento e dovere: la donna tra la passione
che la legava al marito e il desiderio di una morte cristiana, lui tra i desideri di gloria
e gli obblighi impostigli dal padre. Come sono legati i due giovani, lo sono anche i due sovrani,
non dalla sorte, ma dall'ambizione e dalla smania di potere.
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Storia della colonna infame
Nel XVII secolo, nel quale sono ambientati i Promessi Sposi, era credenza popolare
accreditare la colpa della peste agli untori: tale credenza resta ancora fino alla metà del XIX secolo.
Manzoni analizza il problema degli untori sia perché da sempre ha dimostrato un notevole interesse
per la malvagità umana, sia perché la sua formazione illuministica lo porta ad indagare gli errori
delle tradizioni culturali popolari, ma anche perché la religione cattolica da lui professata lo induce
a trovare le colpe individuali nelle persone e a capire perché avvengono molte morti, senza che Dio le impedisca.
Tutti questi motivi di ricerca e i temi che se ne possono sviluppare sono compresi
nella Storia della colonna infame: opera che narra la storia di un'ingiustizia che si nasconde
dietro l'istituzione della giustizia. Il titolo deriva dalla storia di una colonna posta da dei giudici
sui resti di una casa distrutta di un imputato accusato, mentre la parola infame deriva sia dalle colpe dell'accusato
che dall'infamia dei giudici, attribuita da Manzoni. L'opera appartiene all'ambito storiografico,
ma non solo: è vero che l'autore ricerca il vero storico, ma l'obiettivo principale è il vero morale.
Secondo Manzoni i giudici hanno due colpe: sul piano giuridico per le scorrettezze compiute
e sul piano morale perché nei loro giudizi si lasciano guidare dai pregiudizi delle persone,
del bisogno di trovare comunque un colpevole. Da ciò ne deriva quindi che l'opera è anche un pamphlet morale:
intreccio tra documentazione storica, spunti narrativi e riflessione morale e religiosa.
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