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Tuesday 02 January 2007
All'interno di Letteratura Italiana sono presenti Sintesi dal 1790.
Il periodo storico che viene trattato va dal 1790 (XVIII secolo) al 1830 (XIX secolo)
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Nascita del Romanticismo Il movimento letterario del Romanticismo, in linea generale, occupa il periodo storico che va dal 1815, con il Congresso di Vienna, e dura fino al 1848 con i moti rivoluzionari. In particolare nasce in Germania nel 1798
sviluppando le idee dei fratelli Schlegel della Rivista Athenaum e si espande nei primi anni del XIX secolo sia lì che in Inghilterra, con le Lyrical Ballads, fino alla metà del secolo. In Francia la nascita del Romanticismo è data dal
trattato "De Allemagne" di Madame de Stael del 1813 e in Italia dopo il Congresso di Vienna e la traduzione dello stesso trattato del 1816. Contemporaneamente, in Germania e in Inghilterra nasce il secondo Romanticismo e nel decennio successivo
addirittura un terzo, per quanto riguarda la letteratura tedesca, denominato Scuola Sveva. Il Romanticismo si sviluppa anche in Spagna, Russia e America, ma più tardi rispetto al resto dell'Europa e sfruttando tematiche già esistenti di autori inglesi
o tedeschi. In Italia vengono invece a nascere ottimi rapporti con l'Inghilterra, a danno di quelli con la Francia, che duravano da oltre due secoli. Il nuovo letterato europeo romantico appartiene alla classe borghese e generalmente scrive libri per
poterli vendere ad una grande quantità di persone. Di conseguenza le opere scritte non sono più rivolte a corti o singoli illustri, ma bensì ad una vasta classe sociale, la borghesia, aumentando quindi il numero di critici e creando un opinione pubblica.
I mezzi usati per arrivare ad un vasto pubblico diventano principalmente la stampa, quindi giornali e riviste,e inoltre le università come centri di dibattito, i teatri per le opere musicali, i salotti dei nobili per il dialogo e i congressi degli annuali
scienziati dove vengono approfondite tematiche di attualità. In Inghilterra e Germania la propagazione delle opere avviene già nei primi del secolo, in Francia qualche decennio più tardi e in Italia si riesce ad avere un maggior pubblico solo dopo il 1840,
sia per la frantumazione dello stato che provoca elevati dazi sulla circolazione dei testi, sia per l'elevato tasso di analfabetismo che permane al 78% sino al 1861 e infine anche per la grande censura che impone lo stato della Chiesa. In Italia i principali
centri di cultura per gli intellettuali sono Milano, Venezia, Torino e Firenze. Nonostante i problemi da affrontare per divulgare la cultura, in Italia molti intellettuali si organizzano nella creazione di riviste per tutto il periodo che va dal 1816 al 1859.
La prima è la Biblioteca Italiana, di stampo austriaco, nata per distogliere gli Italiani dalle idee nazionalistiche; del 1818 è il Conciliatore di Pellico con idee patriottiche e liberali; per tutto il decennio successivo c'è invece L'Antologia, rivista con
le traduzioni dei principali saggi europei, che eleva notevolmente il livello culturale della classe dirigente moderata; del 1839 è Il Politecnico di Cattaneo che unisce argomenti letterali a scientifici e diventerà un modello anche del secolo successivo;
degli ultimi anni prima dell'unificazione nazionale è Il Crepuscolo di Tenca, che aderisce completamente alle idee liberali di Cavour.
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Tematiche del Romanticismo Lo sviluppo tecnologico e il notevole progresso dei primi decenni del XIX secolo, fanno sentire per la prima volta gli uomini figli del loro tempo, non più dominati dalla
natura che con il tempo e lo spazio vengono portati a dimensioni umane (antropomorfizzati). L'uomo viene considerato nella sua dimensione spontanea e nella sua creatività e aumenta
in lui il desiderio di ricerca dell'infinito, dell'indeterminato, del senso del mistero e della fede religiosa. In Germania la parola che esprime al meglio queste tensioni interne all'uomo è Sehnsucht:
cioè il desiderio di desiderare, purché questo sia un desiderio irrealizzabile, desiderare quindi tutto e nulla allo stesso tempo. Questo sentimento crea un tremendo
vuoto che circonda gli uomini e il conforto viene ricercato o nel paesaggio circostante oppure, se la natura è ostile, nell'individualità dei singoli.
Questo individualismo và a pari passo con quello del capitalismo, ma in campo artistico esprime eroicità e titanismo. La sensibilità dell'animo viene contrapposta
alla realtà capitalistica: da una parte l'anima, la natura e la poesia, dall'altra il mercato, la società e il materialismo. Questo periodo è fondato sulle passioni e
sentimenti degli uomini che si contrappongono a quelle dell'Illuminismo e del Classicismo: sul piano filosofico l'idealismo, sul religioso il ritorno al Cristianesimo,
sul politico lo spirito nazionalistico e sull'artistico la valorizzazione dei sentimenti e degli aspetti irrazionali. Inizia quindi a svilupparsi l'artista moderno con il suo contrasto interiore
contro il mondo e la coscienza della caducità della vita. La scissione con il mondo viene vissuta in due modi: uno che riguarda il contrasto tra ideale e società e l'altro
che riguarda i contrasti interni all'uomo. La contrapposizione della natura umana contro la società porta quindi alla ricerca del primitivo, ad un sentimento
patriottico e alla ricerca del magico e dell'illusorio. L'interesse per la patria porta inoltre alla documentazione sulla storia reale e sull'astratto. Altro tema importante
è il ruolo simbolico che acquista la donna: questa diventa unico punto di ricerca e di interesse per l'uomo, che conquistandola riesce a realizzare il proprio destino, e viene
quindi idealizzata, portando l'amore romantico ad essere un fenomeno di coinvolgimento tra tutte le arti. In questa ricerca il contrasto reale-ideale si distingue tra la definizione sociale e le passioni erotiche.
Dal contrasto ideale e realtà nascono il romanzo storico e sociale e la novella in versi. Dallo studio dei contrasti interni all'uomo deriva il romanzo fantastico e la poesia lirica.
Le differenze sostanziali della nuova poesia con quella classica sono: il quella romantica il rapporto con la natura deriva dalla ricerca esteriore dell'uomo
e dal suo giudizio critico dovuto alla scissione, mentre in quella classica deriva dall'unione con la natura; nel periodo romantico predomina il simbolismo sull'allegoria,
perché, mentre il primo riesce ad avere un significato con l'interpretazione immediata, la seconda ha un significato solo con un ragionamento logico che non deriva da sentimenti
e passioni, ma da un attento studio. Secondo la poetica tedesca l'unico mezzo per superare la scissione con la natura è la poesia che, con il suo linguaggio universale, riesce
a mettere in comunicazione le diverse popolazioni, a differenza delle lingue corrotte parlate negli stati europei, e unisce il significato di simbolo: la parola diventa assoluta e il particolare
diventa universale. Solo il poeta è in grado di riuscire in questo intento, perché solo a lui è stato dato il dono di comunicare con il sacro e il misterioso ed è quindi da considerare come un profeta.
Le parole da lui pronunciate tramite la poesia sono solo verità e sono esprimibili solo con i sentimenti. Questa modalità di pensiero entra nella poesia tedesca e inglese, mentre in Italia e in Francia
il poeta assume un ruolo quasi civile e la poesia è più ragionata e insiste maggiormente sull'allegoria, piuttosto che sul simbolismo. In Italia per risolvere
il problema della scissione dell'uomo dal mondo si cerca di far coincidere l'ideale con il vero, questo perché gli scrittori italiani sono influenzati dai pensieri risorgimentali:
nonostante le tematiche siano lontane dall'Illuminismo, di questo movimento culturale è presa in considerazione la razionalità. Ad esempio Leopardi considera negativa
la divisione uomo-mondo e mira essenzialmente all'angoscia del dolore interiore. La differenza tra il Romanticismo europeo e quello Italiano, e cioè le
ideologie di quest'ultimo più simili a quelle illuministiche, è dovuta all'arretratezza del nostro paese.
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I Generi letterari I generi letterari che vengono adottati in questo periodo sono vari e non sono più imposti da canoni prestabiliti. L'unica differenziazione è che per le tematiche ontologiche viene adottata la lirica,
più riconoscibile come poesia, mentre per quelle storico - realiste il romanzo. Il centro della poesia è l'individuo che canta delle proprie problematiche, mentre nel romanzo
ciò che emerge maggiormente è la scissione dell'uomo dalla realtà. E' appunto il romanzo il genere più adottato per questo periodo, poiché è quello con maggiori possibilità di temi e di stili
ed è rivolto ad una grande quantità di persone che possono immedesimarsi, con il patto narrativo, nella trama narrata, generalmente con allusioni alla realtà. Per quanto riguarda
il problema della scelta della lingua da utilizzare, il Romanticismo elabora una concezione spiritualistica e organicistica del linguaggio, privilegiando il valore formativo della parola rispetto a quello comunicativo.
In Italia è importante la riflessione linguistica di Manzoni sia per la creazione di un linguaggio di uso comune sia per un linguaggio letterario. Con lo sviluppo del romanzo spariscono molti generi letterari
e altri ancora vengono assimilati da questo, con la conseguente nascita di molti generi di romanzo: storico, sociale e realistico, confessione, fantastico e di formazione; la grande quantità di pubblico
però non sta a significare che i generi letterari esistenti siano tutti seguiti allo stesso modo, anzi i più seguiti sono il romanzo storico e il melodramma, mentre la letteratura scientifica
tende ad avere un pubblico più elitario. In Italia il genere che si sviluppa maggiormente fino al 1840 è appunto il romanzo storico; nel decennio successivo arrivano quello confessione e sociale
e nel decennio ancora dopo quello fantastico; per il romanzo di formazione c'è solo un esempio in tutta la letteratura italiana: Le confessioni di un Italiano di Nievo.
Nel romanzo storico, la storia non è una semplice cornice della trama, ma diventa protagonista, determinando il comportamento dei personaggi; l'interesse del racconto non sta quindi nell'intreccio,
ma nelle descrizioni delle scene e dei personaggi. A sfondo della storia sta sempre un tema caro alla nazione dello scrittore e questo aumenta la credibilità dell'opera.
Altro genere di rilievo è il saggio, in particolar modo quello politico, che con il Romanticismo dà voce ai sentimenti e agli ideali delle persone, e in Italia, prende spunto da Dante, Alfieri e Foscolo,
ribadendo così la grande cultura nazionale e sostenendo il periodo risorgimentale; elevato è quindi lo stampo ideologico dell'opera, che promuove l'unità della penisola in uno stato unico,
senza però saper suggerire una soluzione politica ideale, puntando quindi dal 1848, sul problema sociale. Vengono rappresentate, in due diverse scuole per la saggistica, quella cattolico liberale e quella democratica,
così scisse da De Sanctis, le idee politiche di vari schieramenti: prima di quello reazionario di Monaldo Leopardi, poi di quello democratico repubblicano rappresentato da Mazzini, quello democratico federalista di Cattaneo,
quello liberale di Cavour, quello socialista di Pisacane e quello cattolico liberale di Gioberti. Per quanto riguarda invece la lirica, o meglio la poesia, tendente al realismo e con la necessità
di coinvolgere un pubblico più ampio, emerge il problema della lingua da utilizzare per i componimenti. Il poeta lirico per eccellenza italiano è Leopardi, che però si rifà allo stile classico,
al contrario della maggioranza dei poeti di minor rilievo che seguono gli stili romantici e utilizzano il dialetto. Per coinvolgere il pubblico, molte volte la poesia si fa influenzare dal melodramma,
diventando un inno o una ballata o una novella e soprattutto in quest'ultime due modalità, molte volte, il personaggio di cui vengono decantati mali e tensioni è una voce che rappresenta il popolo.
In Italia non esiste un vero culto della poesia, ma c'è invece della narrativa e dell'epica, anche se si possono riconoscere tre periodi poetici: quello dialettale di fine XVIII secolo,
quello politico dei primi anni del nuovo secolo e quello riguardante il secondo Romanticismo, definito languido.
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