Vai a Ostigoni.com

Ostigoni.com - Curriculum - Sintesi - Immagini - Giochi - Link - Cerca & Trova - Contatto
Pagina precedente - Stampa - Pagina iniziale - Preferiti - Chiudi


Oggi è - Ultima modifica: Wednesday 03 January 2007

All'interno di Scienze Varie sono presenti Astronomia, Biologia, Fisica, Geografia, Geologia e Medicina.

Studio clima: 300 mila anni su stalagmite Argentarola.
In una stalagmite dell’Argentarola i segreti dell’evoluzione climatica del passato.
L'ENEA, nell'ambito delle ricerche condotte per lo studio del clima, ed in particolare dei cambiamenti
che si sono verificati nel passato a cui sono correlati abbassamenti ed innalzamenti del livello del mare,
è impegnato nel campionamento e nell’analisi di stalagmiti di antichissima formazione,
dalle cui stratificazioni di carbonati è possibile ricostruire l’evoluzione climatica.
I ricercatori dell’ENEA, in un’operazione congiunta condotta a metà giugno 2003 con il Nucleo Sommozzatori
dei Vigili del Fuoco di Roma, sono riusciti nell’intervento di recupero e nella realizzazione
del campionamento di una stalagmite di 90 kg, alta circa un metro, situata a -23 metri
nella grotta sommersa dell’isola dell’Argentarola (in provincia di Grosseto, vicino al Promontorio dell'Argentario),
che costituisce uno speleotema di rilevante importanza scientifica per le sue dimensioni
e per il suo spessore (quadruplo rispetto a speleotemi già studiati provenienti dalla stessa grotta sommersa).
La sezione operata sulla stalagmite ha permesso di rilevare una lunga serie temporale
di elementi indicativi dei livelli marini e continentali impressi nelle sue stratificazioni,
presenti in numero estremamente maggiore rispetto a precedenti campionamenti.
Lo speleotema, che viene analizzato nei laboratori della National Australian University di Camberra,
è sottoposto all’analisi del rapporto isotopico dell’ossigeno sui carbonati sia marini che continentali
ed a datazioni U\Th TIMS (uranio/torio Termoionizzazione), al fine di migliorare la comprensione
dei meccanismi climatici del passato, ed in particolare di quelli che hanno provocato variazioni di livello del mare,
alla profondità di - 18 metri in tutto il Mediterraneo. Nella stalagmite sono rimaste impresse
cinque trasgressioni marine in un arco di tempo che va da 330.000 anni fa ad oggi,
fornendo elementi di conoscenza circa la loro durata, le paleotemperature dell’aria dei periodi glaciali,
quando la cavità era ben lontana dal mare, nonché le temperature dell’acqua del mare
per i periodi durante i quali la stalagmite era sommersa dal mare e ricoperta da organismi marini Serpulidi (gusci marini).
Il geologo dell’ENEA, Fabrizio Antonioli, ha coordinato la delicata operazione di recupero
dello speleotema condotta dal Nucleo Sommozzatori dei VVFF di Roma, che ha richiesto 4 giorni di lavoro.
Le ricerche condotte dall’ENEA sulle stalagmiti della grotta dell’Argentarola erano già state oggetto
di un servizio giornalistico comparso sulla rivista inglese New Scientist Journal, pubblicato circa tre anni fa,
corredato da un efficace reportage fotografico, che ne aveva dato ampia visibilità.
Successivamente, qualcuno ha tentato, senza riuscirci, di asportare dalla grotta una delle stalagmite più grandi;
infatti, lo speleotema che è stato ora recuperato, era stato già staccato da ignoti dal soffitto
della grotta ed imbracato con corde e giaceva incastrato in fondo ad un pozzo fangoso a –23 metri.
Il fango che riempiva la grotta e la visibilità estremamente limita hanno reso necessario
effettuare un’operazione di bonifica, mentre per l’estrazione della stalagmite incastrata
nella cavità sono stati impiegati 4 palloni di recupero.
Link 01 - Link 02 - Link 03

Il rispetto dell’ambiente.
Di tutte le fonti energetiche, quella nucleare è la più logica, avendo il minor impatto ambientale.
L’energia nucleare è rispettosa dell’ambiente, non emettendo ossidi di zolfo, gas ad effetto serra.
Ogni anno l’energia nucleare evita di immettere nella atmosfera 600 milioni di tonnellate di carbonio.
Le emissioni di Co2 dal settore elettrico in Italia sono 4 volte superiori rispetto a quelle francesi.
Il nucleare è l’unica tecnologia che si preoccupa di tutti i propri rifiuti, inserendone il costo nel prezzo del kWh.
La quantità di “wastes” è molto piccola confrontata con quella prodotta generando elettricità con combustibili fossili.
Secondo Gorge Vendries, già direttore del CEA francese, la quantità totale di scorie radioattive
ad alta attività prodotte in 40 anni dalle centrali nucleari francesi, ripartita per ogni famiglia francese
è pari al volume di un pacchetto di sigarette. Si dice che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi non è un grave problema.
Non è vero perché la gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività si basa su due principi:
la radioattività diminuisce con il tempo e lo smaltimento finale è sicuro in formazioni geologiche profonde,
oggi tecnicamente provato. Infine, esistono già oggi in molti Paesi soluzioni realizzate per “l’interim storage”
e sono in corso di realizzazione o già costruite, soluzioni definitive come quelle svedesi
e finlandesi o di Yucca Mountain negli Stati Uniti. Per quanto riguarda il pericolo di incidenti,
va detto che Chernobyl è un caso molto particolare, unico nel suo genere.
Si tratta di un reattore nucleare derivato da progetti militari, infatti l'irraggiamento medio del combustibile
allo scarico è la metà di quello dei reattori ad acqua leggera con lo scopo di aumentare la produzione di plutonio.
È instabile e quindi pericoloso: la mancanza di acqua refrigerante aumenta la reazione nucleare e la potenza,
mentre nei reattori “occidentali” la spegne. Allo scopo di aumentare la produzione di plutonio per usi militari,
funzionava a temperature troppo elevate, superiori alle soglie di reazione chimica acqua-grafite e acqua-metallo,
con possibilità di produrre, come avvenne, gas esplosivi. Privo di un adeguato sistema di contenimento
e con il reattore alloggiato in un edificio con tetto a capriata, come le nostre chiese medioevali.
Gestito da burocrati di partito più da tecnici competenti, in violazione delle più elementari norme di sicurezza.
Un incidente come quello non sarebbe mai potuto accadere nelle centrali nucleari di tipo occidentale.
La radioattività dell’area proibita di raggio 30 km è oggi mediamente di 500 mrem/anno.
A titolo di confronto si può indicare il dato medio in Italia di 100 mrem/anno e 700 mrem/anno in Piazza S. Pietro a Roma,
perché il selciato é costruito con cubetti di porfido, roccia vulcanica che contiene torio,
elemento naturalmente radioattivo. A fronte dei 48 morti di Chernobyl, un recente studio dell’Istituto svizzero
Paul Sherrer riporta che il numero di morti per incidenti in campo energetico negli ultimi dieci anni è stato di oltre 18.000,
di cui un terzo dovuto al petrolio e gli altri due terzi a energia idraulica, carbone e gas.
Incidentalmente ricordiamo che nei gravi incidenti convenzionali avvenuti nel 1984
per l’esplosione di serbatoi di gas liquido a Ixhuatepec vicino a Città del Messico, morirono 550 persone
7.000 furono i feriti e 300.000 gli evacuati e nell’impianto chimico di Bophal morirono 2.500 persone.
Ma di questi incidenti, come ha scritto su “USA Today” Lester Turow,
economista all’MIT di Boston e Premio Nobel, nessuno ha più parlato.
L'energia è la grandezza fisica che esprime la capacità di un sistema fisico di compiere lavoro.
Da un punto di vista meccanico, possiamo distinguere due forme diverse di energia: l'energia cinetica,
che è quella posseduta da tutti i corpi in movimento; l'energia potenziale,
che è quella che un corpo possiede quando si trova in presenza di un campo di forze conservative.
Link 01 - Link 02 - Link 03




Ostigoni.com - Curriculum - Sintesi - Immagini - Giochi - Link - Cerca & Trova - Contatto
Pagina precedente - Stampa - Pagina iniziale - Preferiti - Chiudi

Vai a Google Ricerca avanzata
Nel Web Su Ostigoni.com
Copyright ©2004-2007 Tutti i diritti riservati.
ostigoni lavagna chiavari scienze fisica astronomia sintesi appunti tigullio genova
ostigoni lavagna chiavari scienze fisica astronomia sintesi appunti tigullio genova
ostigoni lavagna chiavari scienze fisica astronomia sintesi appunti tigullio genova