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Wednesday 03 January 2007
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L'Europa rinuncia alla pole position... L'Europa rinuncia alla pole position nella ricerca di pianeti extrasolari abitabili? Preoccupazione nell'ambiente astrofisico e industriale italiano per le possibili conseguenze delle decisioni
dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sul futuro della missione di Eddington, satellite europeo per la ricerca di pianeti extrasolari abitabili. Forte preoccupazione per l'uscita dell'ESA dalla sfida internazionale, che vede
Europa e Usa contendersi il primato, scientifico e tecnologico, nella scoperta dei primi pianeti abitabili al di fuori del nostro Sistema solare, è stata espressa in un breve, ma accorato documento sottoscritto da tutti i ricercatori
partecipanti al convegno. Una decisione del SAC, il Comitato di Consulenza Scientifica dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha proposto infatti al management dell'Agenzia stessa di abbandonare il Progetto Eddington per
la ricerca di pianeti extrasolari, considerato finora uno delle punte di diamante di ESA nella sfida con l'Agenzia statunitense NASA, che ha un suo progetto concorrente, Kepler, in fase di realizzazione. La decisione finale di ESA,
che è stata presa nei primi giorni di novembre 2003, è stata quella di abbandonare il Progetto Eddington, e i ricercatori italiani interessati hanno visto sfumare per l'Europa, e quindi non solo per il nostro Paese,
la possibilità di mantenere una leadership duramente conquistata in questi ultimi dieci anni in questo particolare e affascinante campo di ricerca. Per il nostro Paese, oltre all'interesse e ritorno scientifico,
è sfumata anche la possibilità per la industria aerospaziale italiana di avere contratti per la realizzazione dello spacecraft di Eddington per un ammontare di almeno 30 milioni di Euro. L'appello dei ricercatori italiani
affinché la missione Eddington sia proseguita è stato peraltro seguito da una lettera aperta a ESA di moltissimi ricercatori europei interessati alla missione spaziale. Eddington è un satellite il cui lancio è previsto per il 2008.
La sua realizzazione vede il contributo di alcune centinaia di astronomi europei riuniti in un Consorzio di 41 istituti di 11 paesi della UE, oltre ovviamente ai partner industriali. L'obiettivo principale della missione
sarà la ricerca di pianeti al di fuori del Sistema solare dove sia, almeno potenzialmente, possibile la vita. Eddington studierà, con la sua strumentazione e con un'accuratezza ottenibile solo dallo Spazio, anche la
struttura interna delle stelle, con fondamentali implicazioni per la comprensione dell'origine ed evoluzione dell'Universo e delle leggi fisiche che lo governano. L'Italia ha già avuto, in questo giovane e promettente
campo di ricerca, un ruolo significativo, in particolare con la scoperta, nel 2002 grazie al Telescopio Nazionale italiano Galileo, sito a La Palma nelle Isole Canarie, di un pianeta extrasolare di massa
relativamente piccola, ai limiti delle possibilità di osservazione da Terra.
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Eddington: alla ricerca di pianeti abitabili La comunità scientifica che si occupa della ricerca di pianeti abitabili si è incontrata a Palermo il 09 - 11 aprile 2003 per intraprendere un importante passo verso la scoperta
di altri mondi che possono ospitare la vita. L'Agenzia Spaziale Europea e l'Osservatorio Astronomico di Palermo hanno organizzato un convegno, intitolato "Cercare strutture stellari e pianeti abitabili" dedicato
specificamente alla selezione dell'area celeste che sarà setacciata da Eddington, la missione europea prevista per l'inizio del 2008, alla ricerca di pianeti abitabili. Il convegno ha richiamato appassionati ed esperti
dalla maggior parte dei paesi europei, ma anche dagli Stati Uniti e dall'Australia. Oltre ai più importanti scienziati attivi nel campo dei pianeti extra-solari, hanno partecipato
esponenti di alcune compagnie spaziali europee." "Eddington" è un osservatorio astronomico spaziale europeo che l'ESA sta attualmente sviluppando. Uno dei suoi scopi scientifici principali è scoprire,
per la prima volta, pianeti abitabili, ovvero pianeti che possano ospitare la vita come la conosciamo sulla Terra. Eddington metterà gli scienziati europei in una posizione privilegiata in questa sfida scientifica cruciale.
Andrà alla ricerca di pianeti abitabili in una singola area del cielo (il suo "bersaglio"): la scelta del "bersaglio", quindi, rappresenta una decisione critica per lo sviluppo della missione.
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Mars Express in rotta per il Pianeta Rosso Il 02 giugno 2003 alle ore 19:45 CEST la sonda europea Mars Express è stata posta con successo nella traiettoria che le ha permesso di raggiungere Marte alla fine di dicembre 2003.
Prima sonda europea partita alla volta di un pianeta del Sistema Solare, Mars Express sta orbitando intorno al Pianeta Rosso, studiandone i dettagli della superficie, la struttura più profonda e la sua atmosfera.
Il lander Beagle 2 che si è staccato dalla sonda è una piccola stazione autonoma di ricerca e fornisce dati sul suolo marziano cercando possibili tracce di vita, presenti o passate.
La sonda ospita sette strumenti per il telerilevamento marziano, oltre al Beagle. Il nome della missione, e della sonda, deriva dal fatto che è stata concepita e realizzata in pochissimo tempo
e a basso costo: si pensi che Mars Express è stata portata a termine con circa la metà del costo di missioni precedenti simili. La stessa politica di realizzazione sarà adottata
per la missione Venus Express prevista per il 2005. Ma è del 05 giugno 2003 la notizia che i meccanismi che tenevano bloccato il Beagle 2 alla sonda per prevenire eventuali danni dovuti alle forti sollecitazioni
del lancio sono stati rimossi automaticamente con successo. Il lander ha quindi aspettato solo di essere sganciato, sei mesi dopo, quando la sonda lo ha portato sopra Marte. Qualche numero sulla missione:
massa: 1200 kg (di cui 113 kg di strumentazione, 65 kg il Beagle 2, 430 kg di propellente). Dimensioni: 1.5 x 1.8 x 1.4 metri. Con i pannelli solari aperti Mars Express è largo circa 12 metri.
Apporto industriale: il Prime Contractor Èstrium, Tolosa (Francia), che è capo di un consorzio di 24 compagnie provenienti dai 15 Stati Membri dell'ESA e dagli Stati Uniti. In tutta Europa, circa 1000 persone,
tra ingegneri e scienziati, hanno lavorato direttamente allo sviluppo di Mars Express. I responsabili per le missioni scientifiche delle due agenzie, rispettivamente Simona Di Pippo,
ASI e Marcello Coradini, ESA, hanno presentato la missione ad un numerosissimo pubblico di esperti e di giovani studenti in ingegneria, supportati, al momento del lancio del razzo Soyuz - Fregat,
dalla testimonianza dell'astronauta ESA Roberto Vittori. Vittori, infatti, protagonista della missione Marco Polo grazie alla quale ha raggiunto in orbita due anni fa la Stazione Spaziale Internazionale,
ha volato con lo stesso lanciatore e ne ha saputo descrivere con precisione ed esperienza personale le varie fasi di volo.
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Scoperta la galassia più vicina alla nostra Via Lattea Un'equipe internazionale di astrofisici, fra cui l'italiano Michele Bellazzini, ha scoperto una nuova galassia nana, satellite della nostra, che è anche la più vicina fra quelle finora note. La scoperta del nuovo oggetto celeste,
quasi mimetizzato fra le stelle del disco della Via Lattea, ha confermato la teoria per cui le galassie giganti, come la nostra, crescono nel tempo inglobando le loro vicine di piccola massa.
Nel numero della prestigiosa rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un gruppo di ricercatori, italiani, francesi, inglesi e australiani ha pubblicato un'importante comunicazione
che corona il lavoro di almeno due anni culminato con la scoperta della galassia nana, la più vicina a noi che si conosca finora. La galassia nana del Cane Maggiore, come è stata chiamata,
starebbe per essere inglobata nella nostra Via Lattea. Il fenomeno era da tempo previsto dalla teoria e questa scoperta ha portato una prova molto tangibile che anche la nostra Galassia, la Via Lattea,
è una gigante che continua ad accrescersi cannibalizzandone altre di massa minore. La scoperta è stata effettuata partendo dallo studio delle immagini di una survey,
effettuata rilevando la distribuzione della radiazione infrarossa in tutto il cielo [2 MASS 2 Micron All Sky Survey, Università del Massachusetts, JPL (Jet Propulsion Laboratory di NASA) e Istituto di Tecnologia di California - Caltech].
I ricercatori hanno scoperto, con analisi accurate delle immagini, questa nuova galassia nana quasi "nascosta" fra la folla densa di stelle del disco della nostra galassia e di nubi di polvere interstellare.
Quella che in un primo tempo sembrava solo una concentrazione anomala di stelle molto rosse e luminose, situata nella direzione della costellazione del Cane Maggiore, una volta misurata la distanza
delle sue componenti da noi si è rivelata essere in realtà una galassia nana estremamente vicina alla nostra, solo 25.000 anni luce. Questo valore la fa diventare un satellite, il più prossimo che si conosca finora,
della nostra Via Lattea. "La galassia nana del Cane Maggiore ha una massa di un miliardo di volte quella del Sole, cento volte meno della Via Lattea - così ha spiegato Michele Bellazzini, il ricercatore italiano dell'INAF
che fa parte del gruppo di scopritori - Questa piccola galassia non resisterà ancora a lungo alla tremenda forza di gravità della Via Lattea che la comprime e la allunga separandone le stelle.
Pensiamo che in qualche miliardo di anni essa verrà completamente inglobata nella nostra".
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